Recensione L’educazione, Tara Westover

Cosa comporta fuggire da una famiglia disfunzionale attraverso l’educazione?

Il resoconto autobiografico di un’esistenza segnata dall’oscurantismo della fede religiosa, uno spaccato di vita ai limiti dell’incredibile.


di The Secret Bookreader

L’educazione, di T. Westover, Universale Economica Feltrinelli, € 11

Bentornati sul blog, cari lettori. Il romanzo di cui vi parlo oggi ha davvero dell’incredibile. Si tratta certamente di uno di quei romanzi in grado di portare alla luce storie di quotidianità nascoste ma al contempo rivestite della necessità di essere raccontante al mondo intero, per la loro importanza ma soprattutto per la loro didascalica universalità. Sto parlando de L’educazione, romanzo autobiografico della scrittrice statunitense Tara Westover. Se volete saperne di più su questo romanzo, continuate a leggere l’articolo!

TRAMA

Il romanzo ripercorre le reali vicende biografiche di Tara Westover. Tara proviene da una famiglia di religione mormone dell’Idaho, negli USA. I suoi genitori possono sicuramente definirsi degli estremisti religiosi: rifiutano in maniera categorica qualunque pratica medica: per loro la sanità pubblica è un elemento demoniaco attraverso il quale lo Stato riuscirebbe a trarre lucro dalla sofferenza altrui. I coniugi Westover rifiutano l’istruzione pubblica, i loro figli non frequentano alcuna scuola: essi non hanno nemmeno alcun tipo di documento dal momento che i loro genitori hanno rifiutato di registrarli anagraficamente. Il padre di Tara, Gene, soffre di disturbo bipolare che lo porta ad avere forti crisi depressive alternate a momenti di euforia spropositata; Tara è vittima indifesa degli attacchi d’ira del fratello maggiore Shawn, che ha subìto dei forti mutamenti dell’umore a seguito di un terribile incidente sul lavoro. Quello che si delinea è dunque il ritratto di una famiglia disfunzionale, caratterizzata da un forte attaccamento ai dettami religiosi del capofamiglia. Una possibilità di evasione per Tara si prospetta nel momento in cui si fa spazio la scolarizzazione. L’educazione la porta ad intraprendere una promettente carriera universitaria e a conoscere un vastissimo apparato culturale in precedenza fortemente demonizzato dalle credenze spirituali del padre. Agli occhi della famiglia, però, la presa di coscienza di Tara è un elemento di forte distacco, intollerabile. Spetterà a lei prendere una netta decisione: andare via o tornare alle proprie radici.

Cosa ne penso?

L’educazione è un romanzo incredibile, infinitamente reale. Nel resoconto autobiografico della Westover i limiti tra verità e finzione sono talmente sottili da suscitare un’incredulità tale da chiedersi “è possibile che ciò che sto leggendo sia reale?”. La storia di Tara è indiscutibilmente oggettiva. È il ritratto di una famiglia influenzata da una spiritualità totalizzante, in grado di alienare i membri dalla realtà circostante. L’educazione che si prospetta nel percorso esistenziale di Tara è un punto critico che ha valore dualistico. Se da un lato, infatti, l’istruzione le ha permesso di evadere da una realtà chiusa, dall’altro questa presa di coscienza ha fatto sì che i rapporti con la sua famiglia andassero in fumo nonostante il forte desiderio da parte della protagonista di volerli mantenere. Si tratta di un romanzo nel quale la scrittrice mette a nudo le proprie fragilità, ponendo per iscritto una testimonianza che diviene un forte monito che ha come obiettivo il contrasto di un pericoloso elemento di distacco con la realtà: l’oscurantismo professato dal fondamentalismo religioso. Per comprendere i meccanismi è dunque fondamentale la seconda parte del romanzo, che descrive appieno il periodo oscuro della Westover, che fa seguito al rifiuto e alla conseguente perdita dei legami: si tratta di un vero e proprio percorso riflessivo che porta all’inesorabile conclusione di una vicenda ai limiti dell’assurdo. «L’educazione» è una storia di redenzione con il proprio passato, un lungo viaggio alla ricerca di se stessi che ha come conclusione ultima una morale indissolubile: per quanto si possa cercare di troncare le proprie radici, esse tornano a far sentire la propria autorevolezza, dimostrando che non vi è alcun elemento, nemmeno l’educazione, che riesca a scacciare del tutto l’identità dell’individuo plasmata dal proprio passato familiare. Un messaggio pieno di spirito sull’importanza dell’istruzione; una testimonianza di chi, succube delle proprie radici, l’educazione se l’è dovuta guadagnare, andando a minare fantasmi del proprio passato e legami considerati inamovibili.

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Grazie per averlo letto! A presto con tantissime altre novità qui sul Blog e su Instagram.

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