Recensione La biblioteca di Parigi, Janet Skeslien Charles

Nella magica ville lumière, i libri diventano un prezioso faro luminoso nella notte più buia.

Un romanzo che diventa nella sua profondità un’ode all’amore universale per i libri durante il «secolo rosso».


di The Secret Bookreader

La biblioteca di Parigi, di J. S. Charles, Garzanti, € 17.90

Bentornati sul blog, cari lettori. Oggi vi parlo di un romanzo davvero particolare, un vero e proprio inno all’amore per i libri e per la lettura, dei veri e propri preziosi tesori da custodire. Sto parlando de La Biblioteca di Parigi, di Janet Skeslien Charles. Pensate che per scrivere il romanzo l’autrice si è ispirata alla storia vera della Biblioteca Americana di Parigi nella quale ha lavorato per diversi anni e alle vite dei bibliotecari eroi della seconda guerra mondiale. Come raccontato nel romanzo, durante gli anni bui della guerra, la biblioteca è stata una finestra aperta sul mondo, ha protetto la lettura e ha assicurato la circolazione di libri anche se al tempo proibita. Se volete saperne di più su questo romanzo, continuate a leggere l’articolo!

TRAMA

Parigi, 1940. I libri sono la luce. Odile non riesce a distogliere lo sguardo dalle parole che campeggiano sulla facciata della biblioteca e che racchiudono tutto quello in cui crede. Finalmente ha realizzato il suo sogno. Finalmente ha trovato lavoro in uno dei luoghi più antichi e prestigiosi del mondo. In quelle sale hanno camminato Edith Wharton ed Ernest Hemingway. Vi è custodita la letteratura mondiale. Quel motto, però, le suscita anche preoccupazione. Perché una nuova guerra è scoppiata. Perché l’invasione nazista non è più un timore, ma una certezza. Odile sa che nei momenti difficili i templi della cultura sono i primi a essere in pericolo: è lì che i nemici credono che si annidi la ribellione, la disobbedienza, la resistenza. Nei libri ci sono parole e concetti proibiti. E devono essere distrutti. Odile non può permettere che questo accada. Deve salvare quelle pagine, in modo che possano nutrire la mente di chi verrà dopo di lei, come già hanno fatto con la sua. E non solo. La biblioteca è il primo luogo in cui gli ebrei della città provano a nascondersi: cacciati dalle loro case, tra i libri si sentono al sicuro, e Odile vuole difenderli a ogni costo. Anche se questo significa macchiarsi di una colpa che le stritola il cuore. Una colpa che solo lei conosce. Un segreto che, dopo molto tempo, consegna nelle mani della giovane Lily, perché possa capire il peso delle sue scelte e non dimentichi mai il potere dei libri: luce nelle tenebre, spiraglio di speranza nelle avversità.

Cosa ne penso?

Il romanzo si compone di due storie narrate su piani temporali appartenenti a epoche diverse che si intrecciano tra di loro, dando vita ad una narrazione che in maniera quasi magica trascende le leggi dello spazio e del tempo. Un racconto che scorre fluido, un’ode all’amore… quello per i libri, quello fraterno, l’amore romantico e quello affettuoso tra madre e figlia. Odile è una donna che ha già vissuto le sorti della grande guerra sulla sua pelle, ormai non più nel fiore degli anni incontra Lily una giovane ragazza che si affaccia per la prima volta al mondo degli adulti. Due storie distanti negli anni e nelle esperienze vissute che però troveranno grandi affinità e si uniranno in una nuova forma di amore: l’amicizia. Il libro scorre, appassiona, tiene il lettore incollato alle pagine e ogni tanto commuove. Il fiato rimane sempre sospeso per poi però dare spazio a una digressione che rallenta il ritmo per lasciare un po’ di amaro in bocca. Gli avvenimenti cruciali, narrati alla fine del libro, vengono trattati frettolosamente lasciando poco spazio a una introspezione che non viene più valorizzata. Un romanzo che nella sua immensa verità propone una visione universale della lettura e dell’amore per i libri, sicuri baluardi nei momenti più bui e tristi, solcati dalla sofferenza. In quest’ottica il romanzo diviene un invito alla fratellanza e alla comunione fra i popoli in contrasto con le ideologiche fomentate dall’odio, dalla censura, da una visione pericolosamente univoca. Una storia raccontata con sapiente maestria per chi cerca un racconto dal sapore d’altri tempi, intriso suspence e, perchè no, anche di sentimentalismo. Il punto di forza del romanzo è certamente quello di saper raccontare le vite nascoste di coloro i quali la storia l’hanno fatta nel loro piccolo, grazie all’intraprendenza e all’ingegno. Un romanzo consigliato per chiunque ami non solo tuffarsi nelle ambientazioni tipiche della storia contemporanea, ma anche conoscere le vite “altre” che, nel loro apparente anonimato, hanno dato un contributo davvero significativo per il bene della patria.

Siamo giunti alla fine di questo articolo. Grazie per averlo letto! A presto con tantissime altre novità qui sul Blog e su Instagram!

4 commenti su “Recensione La biblioteca di Parigi, Janet Skeslien Charles

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